Turchia lancia offensiva contro milizie curde nel Nord della Siria

Colonne di fumo al confine tra la Siria e la Turchia: Ankara ha sferrato l’offensiva terrestre e aerea contro i curdi nel distretto di Afrin, nel Nordovest della Siria. Battezzata “Ramoscello d’ulivo”, l’operazione ha come obiettivo le milizie dell’Unità di protezione popolare (Ypg) che la Turchia considera terroristi al pari dei ribelli del Pkk: una dunque minaccia alla sicurezza nazionale.

L’attacco è stato annunciato formalmente dallo stesso presidente Recep Tayyip Erdoğan che ha parlato di “operazione antiterrorismo”.

“Oltre alle forze armate turche, partecipano all’offensiva anche componenti dell’Esercito siriano libero”, ha aggiunto il primo ministro turco Binali Yildrim durante una conferenza stampa congiunta con il leader dell’MHP, Devlet Bahceli.

L’agenzia turca Anadolu ha confermato che unità dei ribelli dell’esercito siriano libero hanno iniziato a trasferirsi nella zona dove, nei giorni scorsi, Ankara aveva inviato decine di veicoli militari.

Intanto la Russia, preoccupata, ha ordinato ai suoi militari di lasciare l’aerea “per prevenire possibili provocazioni ed evitare che personale russo rischi la vita”.

Fonti curde riprese dai media locali denunciano la morte, nei raid, di civili e combattenti.

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