Terza Guerra Mondiale in Siria, gli Usa bombardano le truppe di Assad: 100 morti

Spirano i venti di una Terza Guerra Mondiale in Siria: gli Usa bombardano l’esercito di Assad provocando cento morti, la Russia al momento tace.

Un raid degli Stati Uniti contro una colonna dell’esercito siriano, appoggiato dalla Russia, ha provocato circa cento morti tra le fila dei lealisti. In mezzo ci sarebbe la lotta per il controllo di alcuni importanti pozzi petroliferi nella zona di Deir el-Zor, con “l’oro nero” che potrebbe essere ancora una volta la miccia per lo scoppio di un conflitto che potrebbe sfociare anche in una Terza Guerra Mondiale.

Torna l’incubo della Terza Guerra Mondiale

Non c’è pace per la Siria. Con un mirato raid aereo, i caccia statunitensi hanno bombardato una colonna di soldati dell’esercito regolare fedele al Presidente Assad provocando circa 100 morti.

Scenario dello scontro è la città di Deir el-Zor nella parte orientale del paese vicino al confine con l’Iraq. La zona è attraversata dall’Eufrate che segna una sorta di confine naturale con i ribelli che sono nella parte Est e l’esercito regolare in quella Ovest.

In mezzo poi c’è anche l’Isis, visto che proprio nella zona sono presenti le ultime sacche di resistenza dei guerriglieri jihadisti, che si sarebbero asserragliati nelle zone desertiche limitrofe serrando le fila dopo la caduta di Mosul e Raqqa.

Oggetto della contesa sarebbero gli importanti giacimenti petroliferi, i più grandi della Siria, presenti nella parte occidentale di Deir el-Zour e ora controllati dai ribelli dopo che negli ultimi anni erano stati una delle principali fonti di sostentamento dell’Isis.

Secondo fonti governative americane, una colonna di cinquecento soldati siriani si stava dirigendo verso i ribelli con l’intento di prendere il controllo dei pozzi petroliferi. Dopo aver avvertito la Russia, gli Stati Uniti hanno bombardato i militari fedeli ad Assad facendo cento vittime.

Mosca per il momento tace ma la situazione in Siria è di nuovo sul punto di degenerare. Visto gli attori in campo, sono diversi gli analisti politici che indicano nel Medio Oriente lo scenario di una ipotetica Terza Guerra Mondiale.

Il Medio Oriente ribolle

Si fa sempre più complessa la situazione in Siria. La caduta dello Stato Islamico non ha portato di certo quella normalizzazione da molti auspicata. Sono tante e delicate infatti le criticità che devono essere risolte.

Per cercare di sconfiggere il nemico comune rappresentato dall’Isis, venne siglata una tregua tra i ribelli anti-Assad (tra le cui fila vi figurano anche i curdi dello Ypg) e l’esercito regolare di Damasco.

A sostegno dei primi ci sono gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, mentre il Presidente Assad può contare sull’appoggio della Russia e dell’Iran. Adesso che il califfato non esiste più, l’una e l’altra parte rivendicano i territori sottratti agli jihadisti.

Nel Nord del paese poi c’è anche un altro problema: la Turchia da settimane sta bombardando la città siriana di Afrin, a maggioranza curda, in quanto sospettata di avere legami con il Pkk.

Sono più i fronti aperti quindi in Siria. Se poi ci mettiamo anche la guerra nel vicino Yemen, dove l’Arabia Saudita dal 2015 è in conflitto con i ribelli sciiti vicini all’Iran, è lampante come lo scacchiere mediorientale sia più che mai complesso.

Al momento i rapporti tra Stati Uniti e Russia sembrerebbero essere stabili, ma se le truppe americane dovessero continuare ad attaccare l’esercito siriano difficile che Mosca possa restare a guardare. Il futuro in Siria, purtroppo, è sempre più incerto.

Fonte: qui

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