Programma Che Fare?

Pertanto la sola via di uscita che abbiamo è quella di invertire l’intero processo, facendo si che lo Stato:

  •  avvii una serie di importanti investimenti nei settori strategici e di interesse generale per l’economia, creando lavoro;
  •  fornisca direttamente, senza intermediari, i servizi di base necessari alla vita del singolo cittadino e che tuteli, in tutte le sue forme, il risparmio, e nel contempo rilanci – attraverso la spesa pubblica – un ciclo espansivo per l’economia, che permetta di sviluppare un processo di riallocazione e di rilocalizzazione (no alla globalizzazione e allo sfruttamento degli esseri umani) delle attività produttive, tutelando sia il libero mercato che la piccola e media impresa, eliminando tutti gli interventi di natura finanziaria ed economica nel settore privato, che non riguardino i settori di interesse generale.

Pertanto indichiamo alcuni percorsi fondamentali da seguire parallelamente nell’immediato:

  • un piano ventennale per portare l’80% dell’energia attualmente consumata, ad essere prodotta da fonti completamente rinnovabili;
  • un piano di investimenti ingenti nella ricerca  di nuovi modi per produrre energia con particolare attenzione alle rinnovabili e alla fusione  nucleare (LENR – a temperatura ambiente);

Contemporaneamente al tema energetico, occorrerà sviluppare un piano per la ricerca della piena occupazione, grazie ai seguenti interventi:

  • una rilocalizzazione sistematica delle attività utili (agricoltura, industria, ecc … );
  • l’informatizzazione centralizzata della P.A. e lo sviluppo delle “autostrade digitali”;
  • creazione di sistemi di immagazzinamento, distribuzione e produzione dell’energia;
  • avviare la riconversione progressiva delle attività non più utili e/o nocive, con bonifica dei territori inquinati;
  • attuare concretamente la diminuzione della spesa per gli armamenti;
  • attuare un piano di manutenzione e di riqualificazione energetica, ambientale ed antisismica, degli edifici pubblici e privati;
  • attuare un piano di salvaguardia del territorio per contrastare e – ove possibile – prevenire il dissesto idrogeologico, con incentivazione agli agricoltori per la manutenzione ordinaria dei terreni a rischio;
  • attuare un piano di salvaguardia e di manutenzione del patrimonio storico, culturale ed artistico;
  • attuare un piano per il potenziamento del trasporto locale su ferrovia, dei servizi sanitari, della giustizia, della sicurezza e dell’istruzione pubblica;
  • avviare un piano di investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie e nei settori energia e sanità; con particolare attenzione alla ricerca farmaceutica, in modo da tutelare il cittadino dal conflitto di interessi da parte di chi li produce, e di verificare puntualmente le proprietà curative di quei farmaci derivati direttamente da prodotti naturali, e pertanto non brevettabili.

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