Ecco i 100 nomi del crac Mps: l’elenco dei “grandi” debitori

Aziende, enti pubblici, fondi: c’è intera economia italiana

Ci sono i big dell’industria italiana, enti locali e fondi immobiliari. Sono i clienti che hanno preso soldi dal Monte dei Paschi di Siena, evidenziati nell’elenco (sotto chiave) della commissione d’inchiesta sulle banche che pubblichiamo in questa gallery. Un quadro fedele dei primi 100 debitori di Rocca Salimbeni.

Nella lista nera dei grandi debitori morosi, che hanno affossato Mps portandola a cumulare 47 miliardi di prestiti malati, ci sono nomi eccellenti dell’Italia che conta. Dai grandi imprenditori, agli immobiliaristi, al sistema delle coop rosse fino alla giungla delle partecipate pubbliche della Toscana. Incredibile a dirsi ma c’è anche uno sceicco che fa riferimento alla Item Capomulini srl che ha accumulato oltre 14 milioni di euro di debiti insolventi. 

Tra i protagonisti di spicco più emblematici, come ha ricostruito Il Sole24Ore, figura sicuramente la famiglia De Benedetti e la sua Sorgenia.

Emblematica per dimensioni e per quel ruolo innaturale che ha svolto Mps. La Sorgenia si è indebitata per 1,8 miliardi con il sistema bancario. La sola Mps, chissà come, si è caricata di ben un terzo di quel fardello. Seicento milioni erano appannaggio del solo istituto senese che ha fatto lo sforzo più ingente rispetto al pool di 15 istituti che avevano finanziato la società elettrica finita a gambe all’aria. I De Benedetti capita l’antifona della crisi irreversibile non si sono resi disponibili a ricapitalizzare come da richiesta delle banche.

Alla fine il «pacco» Sorgenia è finito tutto in mano alle banche che hanno convertito l’esposizione creditizia in azioni. E Mps si ritrova ora azionista della Nuova Sorgenia con il 17% del capitale. Per rientrare dal credito prima o poi, occorrerà risanare la società e venderla. Oggi Sorgenia è tra gli incagli di Mps. Non solo, nel 2015 la banca ha svalutato i titoli Sorgenia per 36 milioni di euro.

Ma ci sono dentro anche tutti i big dell’industria italiana. Sono i clienti che hanno preso soldi dal Monte dei Paschi di Siena, evidenziati nel tabellone sotto, che restituisce un quadro fedele dei primi 100 debitori del monte dei paschi di Siena, il cui buco è stato ripianato dai cittadini italiani, con il benestare dell’ex governo Renzi/Gentiloni

Soggetti pubblici e privati che in alcuni casi i soldi non li hanno mai restituiti per situazioni di criticità aziendale. Oppure hanno iniziato a saltare le scadenze di pagamento dei fidi e messo a rischio la solidità dell’istituto. In alcuni casi, poi, i crediti sono diventati «sofferenze», ovvero somme quasi impossibili da riscuotere per fallimenti dichiarati, in altri casi la banca senese, seguendola prassi imposte dalle autorità di vigilanza, ha classificato gli importi da ottenere con la sigla Utp (Unlikely To Pay) ovvero i fidi per i quali la banca ritiene improbabile un rimborso integrale.

Il totale degli euro in bilico sono tanti. Il totale arriva a quasi 5 miliardi di euro.Ma tanti altri probabilmente sono quelli che i gestori della banca hanno scaricato nei conti economici anno per anno, visto che nella prassi bancaria, si accantonano fondi in bilancio per tenere conto di chi non pagherà più. Nella lista dopo i soliti noti e De Benedetti e la sua Sorgenia, spiccano enti importanti come la Riscossione Sicilia Spa e Alitalia spa in amministrazione straordinaria. Molti dei quattrini elargiti da Mps sono finiti in Campania: alla Bagnoli Futura spa e alla Vulcano spa della famiglia De Poli. Ma anche a Palermo al gruppo Zamparini, attuale presidente del Palermo calcio, con la holding Gasda Spa. Non manca anche Roma Capitale con la sua Atac.  Qui sul quotidiano il tempo la lista.

Fonte: qui

 

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